venerdì, giugno 12, 2009

Eravamo nemici..dalla padania all'amore. SETTIMA PARTE: L'AVVIO.

Rivelazioni di un teste al processo Dell'Utri
Fu Craxi a spingere Berlusconi in politica
«Fu Craxi a spingere Berlusconi a muoversi in politica, per creare un movimento al Nord, pensando che al Sud avrebbero avuto successo le liste «fai-da-te» con gli ex Dc e Psi»: a tracciare questa ricostruzione di eventi è stato Ezio Cartotto, ex dirigente Dc a Milano, ma anche ex consulente Fininvest. Lo ha detto deponendo al processo al deputato di Forza Italia Marcello Dell'Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa, e al presunto mafioso Gaetano Cinà. La sua testimonianza ha animato l'udienza ed ha spinto Dell'Utri, per la prima volta in sei mesi, a parlare in processo. Cartotto ha raccontato che quando si occupava di Enti locali per la Dc, aiutò Berlusconi a perfezionare licenze ed adempimenti per la costruzione di "Milano due". Negli anni '80 tenne lezioni di storia della politica per i dirigenti di Publitalia. Nel '92 un «Berlusconi preoccupatissimo di perdere le concessioni televisive» gli commissionò uno studio sulla crisi politica italiana. Ora, chiusi i rapporti con Fininvest, ha in pubblicazione un libro in cui ricostruisce i rapporti con il Cavaliere e con il suo gruppo, che conterrebbe anche "rivelazioni pepate" sui retroscena della nascita di Forza Italia, di cui ha dato un assaggio in aula riferendo del presunto incontro, nell'aprile del '93, Craxi-Berlusconi che indusse l'imprenditore ad impegnarsi in politica. Ed ha aggiunto: «Berlusconi mi aveva promesso un mandato parlamentare. Poi, visto il mio contributo alla formazione del governo, chiesi almeno il posto di sottosegretario per un mio amico milanese. Non ho mai saputo perché le mie richieste non ebbero risposta».E Dell'Utri? «Lui non c' entra- ha risposto il teste- non gli porto rancore», ed ha confermato che durante un congresso Dc, tra il '72 e il '73, Dell'Utri gli chiese informazioni su Ciancimino «che voleva fondare una sua corrente», e ha aggiunto di aver "interpretato" quella curiosità come «un interesse favorevole». Il teste ha riferito che quando Dell'Utri apprese dalla Tv del suicidio di Domenico Signorino, avvenuto il 4 dicembre del '92, «scagliò il telecomando spiegandogli di essere amico del giudice». Riferendosi «ad una violenta campagna di stampa contro Dell'Utri accusato di collusioni mafiose», Cartotto ha detto che Berlusconi era molto preoccupato e che Dell'Utri un giorno commentò: «Silvio non deve dimenticare che io so tante cose...». Il teste (indagato a Torino per false fatturazioni), ha sostenuto infine che «Berlusconi voleva favorire un conglomerato di centro che prendesse i voti dei partiti in crisi» e che «i primi ad essere contattati furono Amato, Martinazzoli e Segni».

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